«Interessi sulle crypto»: così viene spesso pubblicizzato lo staking, ed è proprio ciò che non è. Con lo staking mettete le vostre crypto a disposizione di una blockchain come garanzia e ricevete in cambio token appena creati e commissioni di transazione. Funziona solo con determinate criptovalute, comporta tempi di blocco e in Svizzera viene tassato come reddito. Da quando PostFinance ha introdotto lo staking di ETH nel gennaio 2025, la pratica è arrivata anche nelle banche svizzere. Questa guida mostra chi offre che cosa, che cosa resta dopo commissioni e imposte e quali rischi correte.
Che cosa succede quando si fa staking
Blockchain come Ethereum, Solana, Cardano o Polkadot usano la Meccanismo di consenso in cui i partecipanti depositano proprie crypto come garanzia invece di usare potenza di calcolo come Bitcoin.. Invece della potenza di calcolo, i partecipanti depositano crypto come pegno. Un Computer che verifica e propone nuovi blocchi e riceve ricompense per questo lavoro. controlla le transazioni e propone blocchi; se lavora correttamente viene ricompensato. Se viola le regole o commette gravi errori tecnici, perde una parte della posta: è lo Sanzione della rete: una parte delle crypto in staking viene cancellata in caso di errori del validatore..
Per un validatore Ethereum proprio servono 32 ETH, un computer sempre acceso e conoscenze tecniche. I fornitori di staking raggruppano quindi le crypto di molti clienti, gestiscono i validatori e trattengono una parte delle ricompense come commissione. Il bitcoin, invece, non si può mettere in staking: si basa sulla prova di lavoro. Ciò che alcuni fornitori presentano come «rendimento» sul bitcoin deriva da prestiti, non da staking.
Le ricompense non sono un tasso garantito. Il loro livello dipende da quante crypto sono in staking nell’intera rete, da quanto la rete viene usata e dall’affidabilità del validatore. Vengono inoltre versate nella crypto in staking, non in franchi.
I fornitori svizzeri a confronto
| PostFinance | Swissquote | Bitcoin Suisse | Kraken | |
|---|---|---|---|---|
| Crypto | solo ETH | ETH, SOL, DOT, ADA | ETH, SOL, XTZ, ADA, NEAR, DOT | molte, secondo il Paese |
| Commissione sulle ricompense | 20 %, min. USD 1 per trimestre | 20 % | non pubblicata | 25 % vincolato, 30 % flessibile |
| Minimo | 0,1 ETH | 0,001 ETH, 0,1 SOL, 1 ADA | non pubblicato | secondo la crypto |
| Vigilanza | banca (FINMA) | banca (FINMA) | membro di un OAD (VQF) | società estera |
| Disponibile dalla Svizzera | da verificare nel conto |
PostFinance offre lo staking solo per l’ether, da 0,1 ETH. Da metà agosto 2026 non ci sono più durate fisse: l’unstaking lo avviate voi in e-finance. PostFinance esegue gli ordini di staking e unstaking due volte alla settimana, e le ricompense confluiscono automaticamente nella posizione in staking. La commissione del 20 % viene addebitata trimestralmente sul conto di riferimento. PostFinance ha annunciato che seguiranno altre reti a prova di partecipazione. Tutta l’offerta: PostFinance e le crypto.
Swissquote fa staking di quattro crypto e indica sul proprio sito rendimenti lordi stimati fino al 2,5 % (ETH), al 6,24 % (SOL), al 4,29 % (DOT) e al 2 % (ADA). Il versamento avviene ogni martedì. Secondo Swissquote non intervengono subdepositari. Commissioni e trading nel dettaglio: la nostra recensione di Swissquote.
Bitcoin Suisse, a Zugo, fa staking di sei crypto ma non pubblica le commissioni. Nel settembre 2026 l’azienda ha annunciato una ristrutturazione e si concentra maggiormente su clienti facoltosi e istituzionali. Kraken trattiene il 25 % delle ricompense nello staking vincolato (fino a USD 1 milione di patrimonio) e il 30 % in quello flessibile. Se una determinata crypto si possa mettere in staking dalla Svizzera dipende dalle regole per Paese di Kraken; non abbiamo potuto confermarlo in modo affidabile. Se l’opzione non compare nel conto, non è disponibile. Di più: la nostra recensione di Kraken.
Altri indirizzi: AMINA Bank, a Zugo, offre lo staking ai clienti privati, senza tariffario pubblico. SwissBorg propone un’offerta «Earn» per la quale il suo listino prezzi menziona commissioni di protocollo e di successo; dalle pagine ufficiali non risulta chiaramente se sia accessibile ai clienti svizzeri né da dove provenga il rendimento nel singolo caso. Verificatelo prima di versare denaro – di più nella recensione di SwissBorg. Crypto.com esclude i residenti in Svizzera dalla sua offerta «Crypto Earn». Presso Yuh e le banche cantonali che offrono crypto non abbiamo trovato offerte di staking.
Si possono mettere in staking solo crypto che si possiedono già. Con un conto su una piattaforma crypto comprate ether e altre crypto a prova di partecipazione in pochi passi.
Sul mercato dal 2013Gruppo registrato presso FinCEN (USA) e FCA (UK)
Esempio di calcolo: che cosa resta dopo commissioni e imposte
Supponiamo che mettiate in staking l’equivalente di CHF 10’000 in ETH presso Swissquote e che il rendimento lordo stimato del 2,5 % si realizzi esattamente. Dopo un anno ricevete ricompense per CHF 250. La commissione del 20 % vale CHF 50; restano CHF 200. Questo importo è imponibile come reddito: con un’aliquota marginale del 25 % fanno CHF 50 di imposte. Vi restano circa CHF 150, cioè l’1,5 % all’anno – prima dell’imposta sulla sostanza.
Per confronto: se nello stesso anno il corso dell’ether scende del 10 %, perdete CHF 1’000. Lo staking cambia quindi poco alla domanda se un investimento in crypto valga la pena. È un piccolo reddito aggiuntivo su crypto che intendete comunque tenere, non un sostituto del conto di risparmio.
Tempi di sblocco: quando riavete le vostre crypto
Chi fa staking rinuncia a una parte di flessibilità. Su Ethereum esiste una coda d’entrata e una d’uscita; la loro durata dipende dal carico della rete e può andare da pochi giorni a diverse settimane. PostFinance non indica quindi termini fissi e parla di un «tempo d’attesa tecnico». Swissquote indica al massimo tre giorni per SOL e sette per ADA, più un’elaborazione interna fino a cinque giorni lavorativi, e avverte che l’intero processo può durare molto di più a causa delle code del protocollo.
Durante questa Periodo dopo l’avvio dell’unstaking in cui le crypto non rendono nulla e non possono essere vendute. non potete vendere. La FINMA cita proprio questo come rischio di mercato: se il corso crolla, siete bloccati. Oltre allo staking vincolato, Kraken offre uno staking flessibile senza attesa, ma con il 30 % di commissione invece del 25 %.
I rischi
Slashing. Se il validatore commette errori, una parte delle crypto in staking può andare persa. Swissquote indica il rischio per ogni crypto: per ETH e DOT riguarda crypto e ricompense, per SOL solo le ricompense; ADA non conosce lo slashing, ma i validatori possono essere esclusi dalle ricompense.
Fallimento del fornitore. Nella comunicazione 08/2023 la FINMA parte dal principio che le crypto in staking dei clienti depositanti vengano separate dalla massa in caso di fallimento di un istituto sorvegliato – a condizione che siano tenute in ogni momento a disposizione dei clienti. Sottolinea però che la situazione giuridica non è definitivamente chiarita e che l’incertezza aumenta quando custodia o staking sono affidati a società estere. Su una piattaforma estera senza vigilanza svizzera valgono comunque le regole del Paese di sede.
Liquid staking. Protocolli come Lido emettono, per gli ETH in staking, un token negoziabile come lo stETH. Restate flessibili, ma vi assumete anche il rischio dello smart contract e quello che il token venga scambiato sotto il valore dell’ETH nelle fasi di tensione. Nel 2023 Bitcoin Suisse ha annunciato di voler offrire il liquid staking tramite il Liquid Collective.
Staking in autocustodia
Potete fare staking anche senza banca né piattaforma. Con Cardano, Solana o Polkadot delegate le crypto dal vostro wallet a un validatore; restano in Custodite voi stessi le chiavi delle vostre crypto invece di affidarle a un fornitore., e molte app di wallet, comprese quelle degli hardware wallet, lo supportano. Per Ethereum l’autocustodia significa un validatore proprio con 32 ETH oppure un protocollo di liquid staking, con i rischi già descritti.
Il vantaggio: le vostre crypto non dipendono dal bilancio di un fornitore. Lo svantaggio: errori di delega, un validatore scelto male o una chiave persa sono interamente a vostro carico. E chi produce in proprio blocchi su larga scala come validatore viene esaminato per un’eventuale attività lucrativa indipendente. Quali wallet sono adatti: la nostra guida ai wallet crypto.
Una terza via sono i prodotti di staking quotati in borsa: alla SIX sono quotati diversi ETP di staking su ether e solana, in cui l’emittente fa staking e le ricompense confluiscono di regola nel valore del prodotto. Come funzionano questi titoli lo spiega la nostra guida agli ETP crypto.
Imposte sulle ricompense dello staking
L’AFC è chiara: le ricompense di un pool di staking sono reddito da sostanza mobiliare (art. 20 cpv. 1 LIFD). È imponibile il loro valore in franchi al momento dell’accredito. Chi gestisce in proprio un validatore senza pool viene esaminato per un’eventuale attività lucrativa indipendente. Anche il Cantone di Zugo ricorda nelle sue istruzioni che i redditi da staking sono imponibili; in Ticino valgono gli stessi principi federali.
In pratica: annotate per ogni accredito data, quantità e valore in franchi, oppure usate gli estratti del fornitore – PostFinance riporta le ricompense nell’estratto patrimoniale crypto. A fine anno le crypto in staking e le ricompense fanno parte della sostanza e si dichiarano al valore fiscale del listino dei corsi. Se in seguito vendete le ricompense con un utile, questo utile di capitale è esente per gli investitori privati. Come appare nella dichiarazione: le nostre guide le imposte sulle crypto in Svizzera e dichiarare le crypto. Se non possedete ancora ether, le vie d’acquisto sono descritte in comprare ethereum.